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Come può un artigiano calzaturiero competere con i grandi brand?

Il mercato delle calzature oggi è nettamente in difficoltà rispetto ai gloriosi fasti del passato e minacciato pesantemente dai grandi brand del lusso il cui core business predilige principalmente l’abbigliamento. Brand come Gucci, Prada, Dior, Balenciaga stanno a poco a poco uccidendo gli “specialisti delle scarpe” giocando un ruolo da protagonisti nel loro settore d’appartenenza, sfruttando un’estensione di linea dei prodotti senza precedenza.

Fino a qualche anno fa, l’esclusiva sugli articoli must-have delle calzature era detenuta da marchi come Louboutin, Jimmy Choo, Roger Vivier, Sergio Rossi, mentre ora i riflettori si sono spostati pericolosamente verso aziende meno specializzate in fatto di scarpe.

Le vendite per Gucci, Prada, Dior, Balenciaga e altre imprese di questo calibro, hanno raggiunto un picco vertiginoso e pericoloso e i migliori venditori sono ormai legati a questi grossi e brillanti marchi della moda, invece che ai migliori brand artigianali di nicchia che fanno della tradizione, del know-how e del “fatto a mano” la loro visione e il loro elemento differenziante.

Solo Manolo Blahnik e Gianvito Rossi sopravvivono a questo stillicidio, restando i principali produttori di calzature “classiche” proponendo un artigianato tradizionale di elevata qualità e raffinatezza, mettendo ai piedi della donna la tendenza più esclusiva del momento.

Gli “specialisti delle scarpe” stanno diventando sempre più deboli di fronte a queste grandi corporation.

Quali sono gli errori che stanno commettendo molti artigiani?

  • Mantengono una mentalità chiusa e non esplorano i bisogni della domanda
  • Mancano di storytelling intorno al brand e al prodotto ma anche attorno alle emozioni e al lifestyle che dovrebbero distinguerli
  • Mancano di creatività
  • Mancano di comunicazione e di una strategia digitale ben definita
  • Restano ancorati e bloccati ai fasti del passato
  • Le aziende sono spesso gestite da personale senza alcuna visione a medio-lungo termine per lo sviluppo del brand
  • Perdono la propria brand heritage, ovvero perdono il posizionamento e la value proposition basata sui valori della propria tradizione.

Che cosa dovrebbero fare gli artigiani?? 5 consigli pratici

  1. Avere una mente imprenditoriale slegata dal concetto di grande marchio ed esporsi raccontando la propria storia
  2. Avvicinarsi ai desideri/bisogni del loro target (la donna elegante e raffinata che ricerca un articolo esclusivo per trasmettere la propria identità personale)
  3. Proporre nel management nuove persone con una mentalità fresca e innovativa
  4. Proporre una nuova visione e stile di vita nell’identità aziendale
  5. Innovare e comunicare, cosa che oggi fanno in pochi, e chi lo fa, lo fa male

Per uscire dall’ombra dei grandi brand è necessario connettere l’artigianalità del “made in” con il proprio pubblico di riferimento, raccontare la filosofia del prodotto vendendo un’esperienza attraverso la storia di chi il prodotto lo ha realizzato con mano, per renderlo sempre più personalizzato ed aumentare così l’autenticità del lavoro e delle persone che vi stanno dietro.

E in mezzo a tutti questi grandi brand che servono un target perlopiù femminile, che ruolo rivestono i brand di calzature maschili?

Caso studio: Salvatore Ferragamo

Tutti noi conosciamo brand come Tod’s, Santoni, Alberto Guardiani, calzature artigianali contraddistinte dall’eleganza tipica del Made in Italy, ma una citazione particolare spetta a Salvatore Ferragamo, principale player nel settore calzature artigianali maschili che pone l’accento principalmente sull’unicità e sull’esclusività dei propri prodotti ottenuti coniugando stile elegante e raffinato, creatività ed innovazione con la qualità artigianale tipica del made in Italy.

Ferragamo rappresenta l’emblema del successo tra connessione del “made in” e il proprio pubblico di riferimento: da azienda calzaturiera di nicchia, che propone scarpe artigianali per un uomo dallo stile elegante, carismatico e sicuro di sé, grazie alla sua capacità di saper reinventarsi nel tempo senza perdere le proprie tradizioni secolari (senza perdere quindi la propria brand heritage) e attraverso il racconto della propria filosofia ed autenticità del processo lavorativo di creazione del prodotto, è diventata precursore di un cambiamento innovativo necessario per poter offrire al mercato quell’articolo must-have che il consumatore di oggi tanto desidera.

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Quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento

Un abbraccio

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